CDT

Durante la campagna sulla votazione dello scorso 24 settembre a proposito della civica, i contrari insistevano sul fatto che la materia va insegnata interdisciplinariamente nell’ambito ed all’interno di altre materie umanistiche, in particolare della storia, e che è questa la direzione presa da tale insegnamento un po’ ovunque. Noi membri del comitato d’iniziativa, e non solo noi, non siamo molto d’accordo con questa tesi poiché abbiamo l’impressione che questo «spalmare» la civica su altre materie comporti il rischio che poi venga insegnata troppo poco o niente del tutto poiché il programma delle singole materie è già, spesso, parecchio carico ed i docenti non possono fare tutto. Ora, con il passare delle settimane e dei mesi arrivano sempre più segnali che confortano la nostra tesi: la civica può e deve trovare spazio come materia a sé stante. Nel Canton Basilea città è in discussione un’iniziativa per creare una nova materia definita «Politik» nella scuola obbligatoria.

Nei giorni scorsi swissinfo.ch riportava la seguente notizia: «L’educazione civica nella maggior parte della Confederazione non è una disciplina scolastica specifica. Ora nei Cantoni vi sono pressioni affinché lo diventi». A ben guardare, già ora, in qualche cantone, la civica o l’educazione alla cittadinanza sono una materia a sé stante. Nel Canton Neuchâtel l’insegnamento della storia cessa alla fine di quella che da noi è la terza media e nell’ultimo anno di scolarità obbligatoria, compare la materia «Mondo contemporaneo e cittadinanza». Dunque a Neuchâtel non ritengono che sia così grave togliere ore alla storia per dedicarle a questa nuova materia. Nel Canton Ginevra, nel nono anno di scuola, la griglia oraria prevede due materie separate: due ore di storia ed una di cittadinanza.

Nel Canton Vaud, nella griglia oraria della Scuola media è prevista una materia «Geographie-Citoyenneté», Geografia-cittadinanza, ma viene precisato che la materia Cittadinanza deve essere insegnata un’ora alla settimana. Nel variegato sistema scolastico svizzero, in cui ogni cantone ha un sistema scolastico proprio, ci sono poi notevoli differenze da cantone a cantone. Pe esempio nel Canton Friborgo non c’è una materia specifica «civica», però, negli ultimi 3 anni di scuola obbligatoria c’è la materia «storia e politica» e, fra le materie opzionali, si può scegliere un’ulteriore ora settimanale di «Storia e politica».

Mi sembra di poter dire che, riguardo a quel che sta particolarmente a cuore a noi iniziativisti e cioè l’insegnamento riguardante le istituzioni, la definizione friborghese sia più restrittiva che non «Storia e civica» come abbiamo in Ticino. Ad Appenzello interno, Grigioni e Soletta c’è una materia «Geschichte und Staatskunde»; anche qui il significato di «Staatskunde» mi sembra più restrittivo di quello di «educazione civica».

Facendo questa ricerca su cosa succede nei vari cantoni ho notato un’altra curiosità. In Ticino secondo l’associazione dei docenti di storia, durante la campagna di votazione, era quasi un dogma che le ore di storia non si potessero toccare. Orbene, guardando le griglie orarie degli altri Cantoni si osserva che ve ne sono che hanno una dotazione simile a quella ticinese, ma ve ne sono diversi altri in cui non è così. Mentre in Ticino, negli ultimi tre anni di scuola obbligatoria, abbiamo 6,5 ore di storia e civica, per esempio nell’Alto Vallese, ciclo d’orientamento, si insegnano 7 ore in tutto fra geografia e storia e nel basso Vallese «storia e cittadinanza» ha una dotazione di solo 4,5 ore, ma potrei citare anche i dati Soletta, Basilea Città, Friborgo, Nidvaldo ecc.

Quali conclusioni trarre da queste mie riflessioni? La ragione non sta mai tutta da una parte e la soluzione che abbiamo votato il 24 settembre non è forse la migliore che si potesse ideare anche se, a quanto pare, va nella direzione auspicata anche da altri. Purtroppo, fin dal giorno della consegna delle firme, e per oltre 4 anni, i contrari non hanno fatto altro che contrastare la nostra iniziativa quando, invece, avrebbero potuto proporre delle alternative, senza fossilizzarsi sulla necessità di mantenere la situazione attuale e di mantenere la dotazione attuale di storia (anzi, in una lettera ai membri del Gran Consiglio del 23 settembre 2015, l’Associazione dei docenti di storia chiedeva addirittura un aumento di 0,5 ore settimanali di insegnamento della storia in quarta media, in contrasto con il parere di DECS e dei docenti in generale che ritengono che non vadano aggiunte altre ore alla griglia oraria, già sufficientemente carica).

Da ultimo voglio rilevare ancora una volta che la modifica di legge che sarà applicata dal settembre 2018 richiede che, nella Scuola media, la nuova materia civica venga insegnata almeno due ore al mese. Due ore non sono molte sotto vari aspetti, da quello didattico a quello organizzativo, a quello del risultato da ottenere. Ma la legge richiede «almeno» due ore. Riprendendo il discorso fatto prima su quanto capita negli altri Cantoni niente sembrerebbe impedire che le ore possano essere più di due.