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La vera Via del settore sociale | Barbara Bernasconi
Bellinzona, 20 marzo 2007
La vera Via del settore sociale di Barbara Bernasconi, candidata Udf Ticino al Gran Consiglio.
Da parecchi anni svolgo la mia attività professionale nel campo sociale, ultimamente in un istituto che offre accoglienza a persone con problemi di disabilità di diverso genere e gravità. Chi è a contatto con tale realtà sa quanta ricchezza di insegnamento possa offrire e quanta gioia di vivere ne possa trasparire, al di là delle “apparenze umane”.
Dentro questa esperienza si è comunque confrontati con situazioni di profondo disagio esistenziale, non solo da parte dei diretti interessati ma anche di chi li accompagna quotidianamente. Ci si ritrova così a percorrere possibili vie d’uscita alle problematiche concrete che si presentano. Personalmente ho potuto apprezzare molto le competenze professionali e i contributi messi in campo da ognuno, che hanno portato a superare ostacoli e a valorizzare potenzialità già esistenti. Al contempo mi sono resa conto della vastità dei limiti che, nonostante tutto, rimangono insuperati, indipendentemente da formazione, organizzazione o quant’altro, perché secondo me vanno al di là delle nostre “ competenze umane”. Senza nulla togliere all’importanza e al valore di ogni sforzo possibile atto a svolgere al meglio il proprio compito, singolarmente o come entità sociali, il mio intento è quello di dare uno spunto di riflessione.
L’esperienza appena descritta è sicuramente frutto di quanto anche lo Stato abbia saputo cogliere dei bisogni dei suoi cittadini e dello sforzo che ha profuso negli ultimi decenni per farvi fronte, con la creazione di strutture di accoglienza e di opportunità formative nel campo.
È uno dei compiti dell’autorità garantire al popolo un ambiente di vita protetto e rassicurante. Qualcosa ne sapeva pure il re Davide della Bibbia che regnò per quarant’anni in Israele, da grande leader. Eppure fece una saggia confessione, ammettendo che un popolo non può crescere neppure economicamente o politicamente più del livello delle sue risorse spirituali. Egli riconobbe che i malanni di una nazione (a cui contribuiscono i malanni di ogni singolo cittadino messi assieme) possono trovare ragione nei malesseri spirituali. Stanco di assemblee, udienze, riunioni e ricerche per conoscere la causa dei problemi della nazione, Davide si rivolse a Dio, chiedendogli di risvegliare il popolo, cominciando proprio da lui e dal suo cuore. E funzionò… Ma quel Dio rispose tanto più potentemente quando venne, nella persona di Gesù Cristo, a dire a ogni essere umano… “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo…” (Matteo 11:28).
Si può non crederci oppure crederci senza però considerare queste parole nel proprio mandato professionale. È vero, viviamo in uno Stato democratico e siamo liberi di scegliere ciò che ci sembra meglio, finché non nuoce al bene altrui. Ma dietro a ogni scelta, personale o sociale, anche dietro all’astensione (la scelta del nulla) c’è sempre una certa visione della vita. In ogni caso credo valga la pena riflettere… Che non stia proprio in quell’invito vecchio di duemila anni la risposta a certe domande che rimangono umanamente aperte o il trampolino di lancio per superare certi limiti che incontriamo nella pratica professionale di tutti i giorni, ammesso che si voglia farlo? Non aiuterebbe a ridurre la dispersione di tempo e di forze e a rendere la nostra professione ancor più ricca ed efficace?
Le competenze di chi la svolge ne sarebbero valorizzate e l’utenza godrebbe di maggiori possibilità di soddisfazione delle proprie esigenze. Del resto lo Stato stesso si dimostra sempre più attento a tali aspetti. Infatti, nell’intento di valutare il livello di funzionamento delle istituzioni sociali, questa “efficienza” del servizio e “ soddisfazione” dell’utenza cerca di misurarla… quasi scientificamente, il tutto dentro un discorso di contenimento della spesa pubblica, costi della salute compresi. Se lo Stato stesso potrebbe trarne vantaggi concreti, perché allora, nella riflessione sull’origine dei malanni della nostra società, allo scopo di trovare il modo migliore per venirne fuori, non dare maggior peso a queste ipotesi?
Barbara Bernasconi | membro UDF
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«Con la benedizione dei giusti si costruisce una città…» | Giovanni “Bubi” Selcioni
Vacallo, 1 marzo 2007
Qual è il compito dell'autorità? È molto interessante il fatto che la Bibbia, questo antico Libro dei Libri, si pronunci molto chiaramente sul compito delle autorità. Ecco due riferimenti tratti dai libri di Mosè:
«Costituirai dei giudici e dei magistrati … essi giudicheranno il popolo con giuste sentenze. Non pervertirai il diritto, non userai parzialità e non accetterai regali, perché il regalo acceca gli occhi dei saggi e corrompe le parole dei giusti.» (Deuteronomio) «Scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci e timorati di Dio – degli uomini fidati, che detestino il guadagno illecito – e stabiliscili sul popolo come capi...» (Esodo)
Date queste premesse, si può dedurre che ogni cristiano dovrebbe essere un elemento attivo nella politica quotidiana della nazione in cui vive. Dovrebbe partecipare all'amministrazione degli affari civili e vigilare per prevenire ogni abuso, dando il suo contributo affinché l'autorità non vada oltre i limiti assegnati da Dio. È pure chiamato a intervenire nella legislazione affinché serva al bene della popolazione. Dio vorrebbe che si avverasse questa sua parola: «Ognuno di essi (i governanti) sarà come un riparo dal vento e un rifugio contro l'uragano, come ruscelli d'acqua in luogo arido, come l'ombra di una grande roccia in una terra riarsa.» (Isaia)
D'altro canto, in una lettera scritta a Timoteo, l'apostolo Paolo esorta «prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta …». La chiave quindi è la preghiera, poiché là dove umanamente le cose non possono più funzionare, essa fa intervenire Dio nella sua forza soprannaturale. E non sono teorie! Ci sono città delle Americhe e dell'Africa nelle quali si sono osservati e documentati drastici e radicali cambiamenti in seguito alle preghiere di poche persone: diminuzione della criminalità, della violenza e del traffico di droga, chiusura di carceri… e restaurazione di famiglie, miglioramento della produttività e aumento dei posti di lavoro!
Pensate un po', se l'autorità fosse come Dio l'ha voluta e i cittadini fossero sottomessi e si preoccupassero delle autorità, non avremmo forse una società più serena ed equa? Cominciamo con piccoli passi. Io voterò per un partito fondato su principi biblici, poiché questi vengono dall'alto e sono efficaci ed eterni.
Giovanni “Bubi” Selcioni | membro UDF
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Risposta della Consigliera federale Micheline Calmy-Rey all’UDF Ticino in merito alla Dichiarazione a favore di Israele inviata al Consiglio federale il 20.07.06
Berna, 15 agosto 2006
Egregio Presidente, egregio Segretario,
Vi ringrazio per la lettera del 20 luglio 2006 al consiglio federale sui recenti sviluppi in Medio Oriente e per la dichiarazione a favore d’Israele.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è profondamente preoccupato dalla spirale di violenza in Israele e in Libano, nonché nel Territorio palestinese occupato e dalle conseguenze umanitarie che pesano sulla popolazione civile. Nei comunicati stampa del 29 giugno, del 3, 13 e 30 luglio 2006, esso ha espresso la sua preoccupazione richiamando le parti in conflitto alla moderazione e al rispetto del diritto umanitario internazionale.
Quale Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera sente di avere un ruolo particolare nell’ambito del diritto umanitario internazionale. Nelle loro azioni, sia le forze armate israeliane sia le unità armate libanesi e palestinesi sono tenute al rispetto delle sue regole. I pareri della Svizzera in merito al conflitto in Medio Oriente non sono in contraddizione con il principio della neutralità, al quale il nostro Paese si sente vincolato. Neutralità non è sinonimo di indifferenza. La Svizzera intraprende pertanto tutto quanto è in suo potere affinché le parti in conflitto osservino il diritto umanitario internazionale.
E’ indubbio che Israele ha il diritto di reagire con la forza ad attacchi alla sua popolazione e al rapimento di suoi soldati. In questo senso il Consiglio Federale concorda con la dichiarazione dell’UDF Ticino. Il DFAE ritiene tuttavia sproporzionata la reazione delle forze armate israeliane in Libano e nella Striscia di Gaza; in particolare gli attacchi a bersagli civili ledono ulteriori principi del diritto umanitario internazionale.
D’altra parte, il DFAE chiede anche ai gruppi armati libanese e palestinese il rispetto del diritto umanitario internazionale. In questo senso, il DFAE condanna gli attentati degli Hezbollah agli insediamenti abitati nel Nord d’Israele, come pure i lanci di razzi dalla Striscia di Gaza su località del Negev settentrionale e gli attentati kamikaze contro la popolazione civile israeliana, i quali violano pure il diritto umanitario internazionale. I soldati catturati vanno trattati in ogni caso con umanità come prescritto dalle Convenzioni di Ginevra.
Visti i continui attacchi in Libano, in un colloquio telefonico del 18 luglio 2006 ho assicurato al primo ministro libanese Fouad Sinora il sostegno della Svizzera in questi tempi difficili e dichiarato che il DFAE rafforzerà i suoi impegni diplomatici per un immediato cessate-il-fuoco e per la creazione di corridoi umanitari. La Svizzera ha inoltre esortato ripetutamente le parti in conflitto a porre fine a questa pericolosa spirale di violenza con le sue devastanti conseguenze soprattutto per la popolazione civile. Solo un immediato cessate-il-fuoco, il rispetto integrale del diritto umanitario internazionale e la ripresa del dialogo possono favorire progressi nella ricerca di una soluzione globale e duratura del conflitto. Nei suoi contatti con le parti in conflitto e con altri importanti attori della regione, come pure nel suo intervento in occasione della seduta pubblica del Consiglio di sicurezza dell’ONU del 21 luglio 2006, la Svizzera si è adoperata per questi obiettivi.
Cordiali saluti
Micheline Calmy-Rey
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Dichiarazione a favore d'Israele
Origlio, 20 luglio 2006
Mentre l'Iran si prepara a mettere in atto le sue minacce e proclama che Israele va cancellata dalla faccia della terra, e mentre i terroristi islamici cercano la distruzione totale dello Stato ebraico, l’Unione Democratica Federale del Cantone Ticino (UDF Ticino) annuncia una dichiarazione a favore d'Israele
Dichiariamo il diritto d'Israele a difendersi e proteggere la propria popolazione dagli attacchi terroristici e dalle incursioni di razzi e missili.
Dichiariamo il diritto d'Israele alla propria esistenza e sopravvivenza contro l'ignobile e disumana pretesa della sua cancellazione dalla carta geografica.
Invitiamo il Consiglio federale a prendere una posizione ferma nel sostenere i diritti d'Israele e a farsi garante del rispetto dei valori democratici con cui lo Stato d'Israele è stato costituito con decisione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel maggio 1948.
Se la Storia ci ha insegnato qualcosa, non tolleriamo che l'odio si trasformi in un'altra immane tragedia.
L’UDF Ticino è vicina spiritualmente e attivamente a Israele con la preghiera e con ogni sostegno concreto politico, economico, finanziario e morale.
UDF Ticino
Ricordiamo le parole di Dio, pronunciate più di 2000 anni fa:
su Gerusalemme:
«Io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli: tutti quelli che se la caricheranno addosso saranno interamente fatti a pezzi, anche se tutte le nazioni della terra fossero radunate contro di lei!»
Zaccaria 12:3
sulle Nazioni:
«In quel giorno avverrà che io mi adopererò per distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme.»
Zaccaria 12:9
sul ritorno di Israele:
«O nazioni, ascoltate la parola del Signore e annunziatela nelle isole lontane, e dite:
"Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore fa col suo gregge!"»
Geremia 31:10
sulle benedizioni:
«Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti disprezzerà!
In te saranno benedette tutte le famiglie della terra!»
Genesi 12:3
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